CONTO TERMICO O DETRAZIONE FISCALE ? CRITERI DI SCELTA

27.06.2014 07:33

Il Decreto Ministeriale del 28 12 2012 ha messo in campo il CONTO TERMICO, uno strumento potente per l' incentivazione delle fonti rinnovabili.

La ratio che sta alla base di questo provvedimento legislativo è la sostituzione di quei generatori di calore ( stufe e caldaie ) funzionanti a fonti energetiche fossili ( gasolio, olio pesante, carbone ), oppure quelle funzionanti a legna o pellet ma poco efficienti perchè di vecchia generazione.  Restano escluse dal campo di applicazione la sostituzione di caldaie a metano o GPL in quanto considerate altamente effcienti.

Questo strumento a differenza di quanto avviene per la maggior parte dei contributi e degli incentivi non viene assegnato in base ad una percentuale della spesa sostenuta, ma è un importo fisso in base alle caratteristiche delle macchine installate.

L' ammontare del contributo dipende essenzialmente da quattro fattori:

  • Efficienza della macchna termica.
  • Ore annuali di lavoro desunte in base alla zona climatica nelle quale viene installata.
  • Emissioni di polveri in atmosfera.  ( tanto minori son le polveri tanto maggiore è il contributo )
  • Potenza termica della caldaia.
 
Il Conto Termico è incompatibile con altre forme di contributo come ad esempio la detrazione fiscale prevista dalla legge 449/97.
 
Quando quindi optare per l' una o per l' altra ?
 
Ci sono alcuni casi obbligati, quando si tratta di una nuova installazione ( il C.T. è applicabile solo in caso di sostituzione ), o quando si deve andare a sostituire una caldaia a metano o GPL ( in questo caso non è previsto l contributo del C.T. ).
 
Negli altri casi dobbiamo sempre andare a considerare oltre che alla fornitura del bene anche i lavori di installazione della macchina termica ( caldaia o stufa ) tanto minori saranno questi ultimi tanto maggiore sarà la convenienza a sfruttare il C.T. piuttosto che la detrazione. Questo dipende dal fatto che il contributo è un importo fisso e non una percentuale della spesa. 
 In alcuni casi ad esempio la spesa per la fornitura e l' installazione  di una piccola stufa a pellet può venire coperta per il 90%.   Nel caso invece di una caldaia in cui i lavori di installazione rispetto a quelli di fornitura sono di solito preponderanti ecco che il cotributo può venire a coprire una percentuale nettamente inferiore al 50% garantito invece dalla legge 449/97.
In quest' ultimo caso abbiamo sempre la possibilità di dividere però i lavori chiedendo il contributo per il conto termco solamente per quelli strettamente attinenti alla caldaia portando invece in detrazione altri lavori come ad esempio la realizzazione della canna fumaria, l'installazione delle  valvole termostatiche ed il rifacimento della sala termica.

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